Seconda tappa Baharija – Dakhla: una pietraia infinita…
1 commento, ott 05, 2009“Mamma mia che tappa, non ho mai visto tante pietre in vita mia!! A un certo punto ho anche pensato di essere finito in Marocco, ma davvero…”. Fabio è arrivato al bivacco nel primo pomeriggio e gli trema anche il cervello dagli strattoni che ha preso: su 386 km di speciale, almeno 250 erano su pietraia, e il nostro pilota non ha proprio gradito, ma vediamo i passaggi fondamentali.
Ore 6.51: partenza, non lontano dal bivacco di Baharija, per la Speciale, e subito un paio di sorprese inaspettate: “L’inizio tappa è stato micidiale, non riuscivamo a trovare la pista, ce n’erano una valanga e i piloti che sono partiti prima di me hanno lasciato tre o quattro tracce diverse”.
Nulla che scoraggi Stragliotto, che dopo qualche curva di esitazione trova la sua pista e mi passa davanti (sono appostata a 40 km dall’inizio tappa dalle 5 e 50 quindi non mi scappa, come da foto) tutto concentrato che nemmeno vede noi con i nostri teleobiettivi spianati: “No che non ho visto nessuno, ero sconvolto dalla quantità di pietre che già avevo superato, ma non avevo idea di quello che mi aspettava!”.
Fabio era convinto che una pietraia così, qui in Egitto, non potesse durare più di un 30, 40 chilometri, e invece sono 170, senza interruzione, un incubo! “Non è che avessi alcun problema, e nemmeno la moto, ma sei sempre in tensione, e devi fare attenzione a non spingere troppo per conservare la moto, quindi devo dire che non mi sono mica divertito tanto..”. Le pietre in realtà sono il suo pane, e se la gara durasse solo un giorno avrebbe spinto come un matto, ma qui l’obiettivo è finire e bene tutto il rally, quindi calma e sangue freddo.
Dopo i durissimi 170 Km, correndo quasi sempre da solo, finalmente arriva il punto di rifornimento, dove Fabio fa carburante, guarda la moto, tutto va benissimo e per fortuna lo aspetta una sospresa positiva: “Sono ripartito, e ho trovato 100 chilometri di austrostrada di sabbia, una meraviglia. Mi hanno passato in due, che andavano molto più forte di me, ma poi per tutti c’è stata un’altra parte non facile”. Dopo la sabbia infatti sono tornate le pietre, con un altro lungo tratto di salti e balletti: “Era una vecchia pista della Dakar, noi l’abbiamo fatta in discesa, tutta pietre e fes fes, mica tanto divertente!». Per finire in bellezza, gli ultimi 10 chilometri della Speciale di oggi erano su una sorta mulattiera in discesa fra massi enormi, spettacolare: «Sembrava di essere sulla luna, ma avrei fatto a meno di vederlo!! Che fatica!”.
Ora veniamo al dopo tappa, perché Fabio è contento ma non del tutto. Il morale è così così, perché oggi la moto è andata bene, ma al rientro al bivacco c’è qualche problema di rottura dello scarico e del passacatena: “Non so ancora come andrà la moto domani, vedremo, ma ci sarà da tenere duro”.
